Focaccia dolce con l’uva fragola

edited-for-web-con-firma e titolo itaINGREDIENTI:

50 g zucchero + qualche pizzico per spolverizzare la superficie

1 uova

50 ml latte

50 g burro ( o 40 ml di olio di semi se preferite un dolce più rustico)

125 g di farina

1/2 bustina di lievito

1 cucchiaino di estratto di vaniglia di buona qualità

1 pizzico di sale

cannella ( se piace)

500 g uva ( denocciolata)

 

PROCEDIMENTO:

Preriscaldare il forno a 180° e foderate con la carta da forno uno stampo rettangolare da 23x32cm ( altrimenti raddoppiate le dosi e fatene 3 tonde in teglie da 22 cm di diametro e regalatele agli amici)

Siamo tutti consapevoli, cuoca compresa, che togliere i semini uno per uno da ogni acino dopo averlo tagliato a metà sia un compito gravoso ma, c’è un ma, se lo facciamo davanti ad una puntata della nostra serie preferita o se dividiamo il lavoro con un’amica il tempo volerà!

Montate lo zucchero con le uova fino a renderlo bello spumoso, poi aggiungete il latte, l’olio di semi o il burro ammorbidito, un cucchiaino di estratto di vaniglia e mescolate brevemente con la frusta elettrica.

In un altra ciotola mescolate farina, cannella, un pizzico di sale e il lievito e poi incorporate il tutto nell’impasto.

Non preoccupatevi se risulta molto denso, è così che deve essere.

Trasferite l’impasto nella teglia in uno strato omogeneo aiutandovi con una spatola e poi aggiungete i chicchi spingendoli leggermente dentro l’impasto, abbondate pure, senza paura! L’ultimo tocco è spolverizzare la superficie con poco zucchero e poi via in forno.

Poi cuocete il tutto per 30 minuti, l’impasto sarà bello dorato ma per sicurezza fate sempre la prova dello stecchino.

Il dolce si conserva per alcuni giorni se tenuto coperto a temperatura ambiente.

 

 

Questa ricetta, e quella della marmellata che posterò tra qualche settimana, sono molto importanti perché sono preparate con l’uva colta dalle viti che il nonno aveva piantato solo per noi 14 anni fa.

Ho sempre considerato speciale questa piccola vendemmia, e preziosi i suoi frutti, ma quest’anno che lui non c’è più non posso fare a meno di pensare che averlo accanto per me è stato come l’innesto di uva fragola sui vitigni più deboli, gli dà forza e resistenza. Gli permette di crescere sani e rigogliosi.

E anche se ora è tutto molto difficile non posso dire altro che:

“Grazie Nonno per ogni silenzioso gesto d’amore.”

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